“Corriere dei Ragazzi” Internazionale: Francia (Parte II)

Continua il nostro viaggio in compagnia di Alfredo Castelli tra le versioni internazionali delle serie del “Corriere dei Ragazzi”!

FRANCIA (Parte 2)

Ai “Petit Formats” di Madame Ratier erano destinati anche “Gli Aristocratici” che dal 1973 realizzavo per il Corriere dei Ragazzi insieme al compianto Ferdinando Tacconi. Li avevo progettati qualche anno prima della loro uscita sul settimanale dei Fratelli Crespi per un altro editore francese di albi tascabili, Marcel Navarro, fondatore e proprietario della casa editrice Lug di Lione; questa pubblicava con grande successo la maggior parte delle collane di Bonelli e della Dardo (“Capitan Miki”, “Il Grande Blek), e si avvaleva spesso della collaborazione di autori italiani. Il compenso però era così basso che  avevo preferito non cedere i personaggi e tenerli buoni per un’occasione migliore.

Nel 1975, quando ormai in Italia la serie si era affermata, il mio amico da sempre Mario Gomboli, che allora realizzava con Bonvi “Milo Marat” per il settimanale Pif Gadget (la serie, in una sorta di percorso inverso, fu poi tradotta dal CdR con il titiolo “Jolly Flipper”) mi salvò in Zona Cesarini da un contratto assai poco favorevole mostrandoli ai responsabili della rivista, che ne acquisì i diritti a un prezzo considerevolmente più alto degli  standard di Aventures et Voyages.

Pif era un “hebdomedaire” nello stile del Corriere dei Ragazzi legato all’Humanité, il quotidiano del partito comunista francese (prendeva nome da “Pif le Chien”, cane inventato nel 1945 da José Cabrero Arnal, che in Italia era pubblicato a strisce dall’Unità); nelle sue pagine  Hugo Pratt riprese le avventure di Corto Maltese dopo la conclusione di “Una ballata del mare salato”. Nel 1975 Pif godeva di grande popolarità grazie ai gadget appositamente progettati (e veramente geniali) inclusi in ogni numero; un meccanismo che tuttavia alla lunga si rivelò perdente perché il pubblico prese ad acquistare il giornale più per gli allegati che per il suo contenuto. “Les Aristocrates” comparvero sole per 14 uscite, e fino a pochi giorni fa ho ritenuto che la serie fosse stata interrotta per il semplice fatto che non piaceva ai lettori. Invece il recente volume Mon Camarade, Vaillant, Pif Gadget di Richard Medioni (settembre 2012) spiega che essa fu sospesa a causa delle proteste dei genitori, che la ritenevano immorale (!) in quanto dei ladri vi venivano presentati come personaggi positivi. In Francia “Gli Aristocratici” furono riproposti altre volte, compreso in “Les Aristos” (1985) una ristampa nel “Petit Format” Rodeo delle edizioni Lug (ricorsi storici!), dove comparivano a fianco di “Tex”. Il loro momento di massimo successo fu quando – con il titolo “Les Gentlemen”, vennero pubblicati nei settimanali Super As e Super J (1979) e negli album cartonati Hachette; con lo stesso titolo – come ho scoperto da meno di una settimana – riapparvero in una breve ripresa con il titolo “Les Gentlemen” in Blueberry Pocket e Gigantic Pocket (1982). Avremo occasione di riprendere l’argomento tra qualche giorno, quando ci sposteremo in Germania e nel nord Europa.

Il materiale del CdR fu spartito in misure diverse da altre case editrici. Rintintin et Rusty della Sagédition (già SAGE), la storica casa editrice di “Pepito” e dei fumetti Warner  MGM  collegata con l’italiana  Editrice Cenisio, tradusse fin dal 1968 “Grandes aventures de paix et de guerre”, i racconti senza personaggi fissi scritti da Mino Milani e illustrati da Dino Battaglia (di cui Rintintin aveva già pubblicato “I cinque della Selena”), Sergio Toppi, Mario Uggeri, e dai sudamericani Jorge Moliterni, Arturo Del Castillo, Enrique Breccia. Le storie provenivano inizialmente dal Corriere dei Piccoli e dal 1972 dal Corriere dei Ragazzi; tra queste ultime “Râ, le bateau de papyrus”, di Pier Carpi e Attilio Micheluzzi (che allora si firmava Igor Arzt Bajeff) e “Cap sur Londres”, sempre illustrata da Micheluzzi.

Il  “Carnet de notes de Otto Kruntz” (Castelli – Fagarazzi) fu tradotto in francese con accento “boche” dapprima nel  mensile Kronos, poi in Panthère Rose (1975); “Nick Carter” di Bonvi e DeMaria fu edito in albi e in volume nel 1976. Il trait-d’union tra il settimanale italiano e Sagédition era l’Eurostudio di Piero Dami, il cui copyright si affiancò spesso quello del Corriere.

Nel 1976 alcune storie di Toppi e Milani uscirono nel settimanale cattolico Formule 1, delle Editions Fleurus. “Altai e Jonson” di Tiziano Sclavi e Giorgio Cavazzano furono pubblicati in piccolo formato in Michel Vaillant Pocket (Epi, 1983) e, molto più tardi, in Pif Gadget.

In volume uscirono i racconti di “Valentina Melaverde” (“Valentine Pomme Vert”, M.c.l., 1970). Grazia Nidasio era già nota in Francia per “Petula Rock”, traduzione di “Violante la Cantante” su testi di Guglielmo Zucconi, edito da Jeunesse et Vacances nei “Petit Formats” Anouk e Robin des Bois (1967-1974). “Johnny Focus” di Attilio Micheluzzi fu pubblicato sempre in volume da Kesserling e Artifact nel 1985. Le storie di Benito Jacovitti, più volte proposte in Francia a partire dalle uscite di “Titi, Toto et Tatave” (“Pippo Pertica e Palla”) sul citato Pepito della SAGE; dal Corriere dei Piccoli la SFPI trasse il materiale per l’albo Zorry Kid (undici uscite nel 1970-71); del Corriere dei Ragazzi furono tradotti solo pochi episodi dello stesso personaggio sparpagliati in tre volumi della Grandault (1982-83). “Lupo Alberto” (“Albert le Loup”) di Silver esordì in due volumi dell’editore Glenat (1986-87).

Prestissimo (forse oggi stesso) il CdR in Spagna!

Alfredo Castelli

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