I mysteri di Aquila

Velivoli in Aquila

Velivoli in Aquila

Albert Weinberg era uno dei più amabili e amati autori del Corriere dei Ragazzi. La sua “vera” professione aveva a che fare con la NATO, sicché lo chiamavamo “L’espion”; aveva accesso a numerose basi aeree soprattutto canadesi, e per questo era in grado di disegnare gli apparecchi in modo così accurato. Una volta era molto eccitato per il fatto che aveva avuto l’autorizzazione per salire salito su un caccia, e la volta dopo ci raccontò che era stata l’esperienza più terrificante della sua vita. Venva spesso a Milano (parlava un italiano buffo ma efficace e parecchie altre lingue) per finire le tavole di “Aquila” all’ultimo istante utile, a volte rimanendo in redazione tutta la notte e facendosi dare una mano da Renato Frascoli. Quando proprio non riusciva a realizzare un racconto in tempo, recuperava qualche storia breve di “Dan Cooper” realizzata per Tintin Selection, e, con grande precisione e pazienza, tagliava dagli originali dei piccoli rettangoli che contenevano la testa del protagonista, li sostituiva con rettangoli della stessa carta che si incastravano perfettamente senza fare ombre o spessori, quindi vi disegnava il volto di Aquila con il caratteristico turbante. Dopo che il tutto era stato riprodotto, risistemava le teste originali.

Alfredo Castelli

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