I mysteri di Aquila

Velivoli in Aquila

Velivoli in Aquila

Albert Weinberg era uno dei più amabili e amati autori del Corriere dei Ragazzi. La sua “vera” professione aveva a che fare con la NATO, sicché lo chiamavamo “L’espion”; aveva accesso a numerose basi aeree soprattutto canadesi, e per questo era in grado di disegnare gli apparecchi in modo così accurato. Una volta era molto eccitato per il fatto che aveva avuto l’autorizzazione per salire salito su un caccia, e la volta dopo ci raccontò che era stata l’esperienza più terrificante della sua vita. Venva spesso a Milano (parlava un italiano buffo ma efficace e parecchie altre lingue) per finire le tavole di “Aquila” all’ultimo istante utile, a volte rimanendo in redazione tutta la notte e facendosi dare una mano da Renato Frascoli. Quando proprio non riusciva a realizzare un racconto in tempo, recuperava qualche storia breve di “Dan Cooper” realizzata per Tintin Selection, e, con grande precisione e pazienza, tagliava dagli originali dei piccoli rettangoli che contenevano la testa del protagonista, li sostituiva con rettangoli della stessa carta che si incastravano perfettamente senza fare ombre o spessori, quindi vi disegnava il volto di Aquila con il caratteristico turbante. Dopo che il tutto era stato riprodotto, risistemava le teste originali.

Alfredo Castelli

“Corriere dei Ragazzi” Internazionale: Germania, Belgio e Olanda

Molti sono i disegnatori italiani che hanno collaborato con case editrici tedesche come la Bastei Verlag o per le pubblicazioni di Rolf Kauka, il “Disney Tedesco” inventore di “Fix und Foxi”. Molte sono state anche le serie a striscia tradotte nel paese nell’immediato dopoguerra, che all’epoca hanno addirittura dato nome a un formato, il “pikkolo-format”. Ma dopo quell’exploit ormai lontano, le serie a fumetti italiane tradotte in Germania sono state (e sono) pochissime, comprese quelle del Corriere dei Piccoli/Ragazzi, con poche eccezioni tra cui emergono (e qui mi scuso per la monotonia) i soliti “Aristocratici”. AristocraticiNel 1972, in un mercato monopolizzato dall’Ehapa Verlag (Disney e “Asteix”), da “Fix und Foxi” e dalle pubblicazioni della Bastei Verlag, la Koralle, società del gruppo Springer, si inserì con un settimanale che intendeva ripetere in Germania

il successo di testate come Tintin e Spirou in Francia e Belgio. Il settimanale Zack esordì con materiale esclusivamente francofono, poi attinse anche da Il Giornalino (“Il Commissario Spada”) e dal Corriere dei Ragazzi, traducendo dal 1973 “Gli Aristocratici”, qui ribattezzati “Die Gentlemen GmbH” (“Gentlemen Srl”). Nel 1977, quando la produzione fu interrotta dopo che il Corriere dei Ragazzi era divenuto CorrierBoy, il direttore di Zack, Gigi Spina, chiese a Tacconi e a me di continuare la serie direttamente per la Germania; anche altri fumetti francofoni, a loro volta sospesi, ripresero le pubblicazioni per la Koralle, con nuove storie realizzate appositamente da autori come Jean Graton e Jeann-MichelCharlier, per le quali la casa editrice tedesca si era riservata la gestione dei diritti. A diffonderle in tutta Europa fu incaricato Joseph DeKezel, un abilissimo e infaticabile agente, detto “Le furet” per la sua astuzia e velocità, che che aveva fatto la fortuna di vase editrici come la Lombard facendo conoscere ovunque i suoi personaggi.
Visto il buon successo, nel 1979 la Koralle decise di operare in prima persona sui mercati francese, belga e olandese, e fondò le riviste Super As e Super J in lingua francese (la differenza di titolo distingueva due differenti canali di distribuzione) e la rivista Wham! in fiammingo. I settimanali si rifacevano alla testata madre Zack, e pubblicavano in simultanea le stesse storie; l’obiettivo era quello di creare una rivista “europea” (la sede era a Bruxelles) che diffondesse lo stesso materiale in tutto il continente. Ma i tempi stavano cambiando; le quattro riviste chiusero nel 1980 senza fare in tempo (nota personale) a pubblicare una serie da me proposta intitolata “Martin Mystère”. I “Gentlemen” continuarono a uscire direttamente in album, dapprima editi dalla Koralle, poi dalla Ehapa Verlag; ne furono pubblicati cinque tradotti che vennero tradotti in varie lingue. Negli stessi anni Zack Parade, supplemento in formato pocket del settimanale (il numero 7 uscì anche in Italia con il titolo Zack Avventura nel 1974) pubblicò cinque episodi di “Aquila” di Albert Weinberg, due di “Altai e Jonson” di Tiziano Sclavi e Giorgio Cavazzano, e uno di “Nick Carter” di Bonvi, autore popolarissimo in Germania per l’uscita di 38 albi di “Sturmtruppen” quasi integralmente
realizzati da fumettisti locali. “Nick Carter” fu ripreso qualche anno dopo in cinque volumi della Beta Verlag (1985 86); “Lupo Alberto” di Silver uscì in tre albi della Wolfgang Kruger Verlag (1988). “Bob Crockett”, di Mino Milani e Jorge Moliterni, fu serializzato in Das Fröliche Feuerwerk (“Gli allegri fuochi artificiali”, Bastei, 1982) raccolto in due grossi volumi da Salleck nel 2003, rinverdendo il ricordo del CdR.

Alfredo Castelli

Storie: Aquila (1972)

Testi e disegni: Albert Weinberg

La prima storia a fumetti ad apparire sul “Corriere dei Ragazzi” vede l’esordio di un nuovo personaggio: Aquila. A crearlo, appositamente per il settimanale, è lo sceneggiatore e disegnatore Albert Weinberg, celebre in Francia per il suo pilota e astronauta Dan Cooper, un classico del fumetto d’Oltralpe.

Specializzato nella rappresentazione di aerei e tecnologie aerospaziali, Weinberg dà vita a uno spericolato e abilissimo pilota “norvegese di madre indiana”, soprannominato Aquila per le sue doti aviatorie, ma il cui vero nome è Singh.

Diventato pilota dell’aeronautica norvegese, Aquila finirà anche per avventurarsi nello spazio e per avere un immancabile incontro ravvicinato con un oggetto volante non identificato, in una lunga saga che prosegue sino al termine dell’avventura editoriale del “Corriere dei Ragazzi”, nel 1976.