“Corriere dei Ragazzi” Internazionale: Germania, Belgio e Olanda

Molti sono i disegnatori italiani che hanno collaborato con case editrici tedesche come la Bastei Verlag o per le pubblicazioni di Rolf Kauka, il “Disney Tedesco” inventore di “Fix und Foxi”. Molte sono state anche le serie a striscia tradotte nel paese nell’immediato dopoguerra, che all’epoca hanno addirittura dato nome a un formato, il “pikkolo-format”. Ma dopo quell’exploit ormai lontano, le serie a fumetti italiane tradotte in Germania sono state (e sono) pochissime, comprese quelle del Corriere dei Piccoli/Ragazzi, con poche eccezioni tra cui emergono (e qui mi scuso per la monotonia) i soliti “Aristocratici”. AristocraticiNel 1972, in un mercato monopolizzato dall’Ehapa Verlag (Disney e “Asteix”), da “Fix und Foxi” e dalle pubblicazioni della Bastei Verlag, la Koralle, società del gruppo Springer, si inserì con un settimanale che intendeva ripetere in Germania

il successo di testate come Tintin e Spirou in Francia e Belgio. Il settimanale Zack esordì con materiale esclusivamente francofono, poi attinse anche da Il Giornalino (“Il Commissario Spada”) e dal Corriere dei Ragazzi, traducendo dal 1973 “Gli Aristocratici”, qui ribattezzati “Die Gentlemen GmbH” (“Gentlemen Srl”). Nel 1977, quando la produzione fu interrotta dopo che il Corriere dei Ragazzi era divenuto CorrierBoy, il direttore di Zack, Gigi Spina, chiese a Tacconi e a me di continuare la serie direttamente per la Germania; anche altri fumetti francofoni, a loro volta sospesi, ripresero le pubblicazioni per la Koralle, con nuove storie realizzate appositamente da autori come Jean Graton e Jeann-MichelCharlier, per le quali la casa editrice tedesca si era riservata la gestione dei diritti. A diffonderle in tutta Europa fu incaricato Joseph DeKezel, un abilissimo e infaticabile agente, detto “Le furet” per la sua astuzia e velocità, che che aveva fatto la fortuna di vase editrici come la Lombard facendo conoscere ovunque i suoi personaggi.
Visto il buon successo, nel 1979 la Koralle decise di operare in prima persona sui mercati francese, belga e olandese, e fondò le riviste Super As e Super J in lingua francese (la differenza di titolo distingueva due differenti canali di distribuzione) e la rivista Wham! in fiammingo. I settimanali si rifacevano alla testata madre Zack, e pubblicavano in simultanea le stesse storie; l’obiettivo era quello di creare una rivista “europea” (la sede era a Bruxelles) che diffondesse lo stesso materiale in tutto il continente. Ma i tempi stavano cambiando; le quattro riviste chiusero nel 1980 senza fare in tempo (nota personale) a pubblicare una serie da me proposta intitolata “Martin Mystère”. I “Gentlemen” continuarono a uscire direttamente in album, dapprima editi dalla Koralle, poi dalla Ehapa Verlag; ne furono pubblicati cinque tradotti che vennero tradotti in varie lingue. Negli stessi anni Zack Parade, supplemento in formato pocket del settimanale (il numero 7 uscì anche in Italia con il titolo Zack Avventura nel 1974) pubblicò cinque episodi di “Aquila” di Albert Weinberg, due di “Altai e Jonson” di Tiziano Sclavi e Giorgio Cavazzano, e uno di “Nick Carter” di Bonvi, autore popolarissimo in Germania per l’uscita di 38 albi di “Sturmtruppen” quasi integralmente
realizzati da fumettisti locali. “Nick Carter” fu ripreso qualche anno dopo in cinque volumi della Beta Verlag (1985 86); “Lupo Alberto” di Silver uscì in tre albi della Wolfgang Kruger Verlag (1988). “Bob Crockett”, di Mino Milani e Jorge Moliterni, fu serializzato in Das Fröliche Feuerwerk (“Gli allegri fuochi artificiali”, Bastei, 1982) raccolto in due grossi volumi da Salleck nel 2003, rinverdendo il ricordo del CdR.

Alfredo Castelli

“Corriere dei Ragazzi” Internazionale: Francia (Parte II)

Continua il nostro viaggio in compagnia di Alfredo Castelli tra le versioni internazionali delle serie del “Corriere dei Ragazzi”!

FRANCIA (Parte 2)

Ai “Petit Formats” di Madame Ratier erano destinati anche “Gli Aristocratici” che dal 1973 realizzavo per il Corriere dei Ragazzi insieme al compianto Ferdinando Tacconi. Li avevo progettati qualche anno prima della loro uscita sul settimanale dei Fratelli Crespi per un altro editore francese di albi tascabili, Marcel Navarro, fondatore e proprietario della casa editrice Lug di Lione; questa pubblicava con grande successo la maggior parte delle collane di Bonelli e della Dardo (“Capitan Miki”, “Il Grande Blek), e si avvaleva spesso della collaborazione di autori italiani. Il compenso però era così basso che  avevo preferito non cedere i personaggi e tenerli buoni per un’occasione migliore.

Nel 1975, quando ormai in Italia la serie si era affermata, il mio amico da sempre Mario Gomboli, che allora realizzava con Bonvi “Milo Marat” per il settimanale Pif Gadget (la serie, in una sorta di percorso inverso, fu poi tradotta dal CdR con il titiolo “Jolly Flipper”) mi salvò in Zona Cesarini da un contratto assai poco favorevole mostrandoli ai responsabili della rivista, che ne acquisì i diritti a un prezzo considerevolmente più alto degli  standard di Aventures et Voyages.

Pif era un “hebdomedaire” nello stile del Corriere dei Ragazzi legato all’Humanité, il quotidiano del partito comunista francese (prendeva nome da “Pif le Chien”, cane inventato nel 1945 da José Cabrero Arnal, che in Italia era pubblicato a strisce dall’Unità); nelle sue pagine  Hugo Pratt riprese le avventure di Corto Maltese dopo la conclusione di “Una ballata del mare salato”. Nel 1975 Pif godeva di grande popolarità grazie ai gadget appositamente progettati (e veramente geniali) inclusi in ogni numero; un meccanismo che tuttavia alla lunga si rivelò perdente perché il pubblico prese ad acquistare il giornale più per gli allegati che per il suo contenuto. “Les Aristocrates” comparvero sole per 14 uscite, e fino a pochi giorni fa ho ritenuto che la serie fosse stata interrotta per il semplice fatto che non piaceva ai lettori. Invece il recente volume Mon Camarade, Vaillant, Pif Gadget di Richard Medioni (settembre 2012) spiega che essa fu sospesa a causa delle proteste dei genitori, che la ritenevano immorale (!) in quanto dei ladri vi venivano presentati come personaggi positivi. In Francia “Gli Aristocratici” furono riproposti altre volte, compreso in “Les Aristos” (1985) una ristampa nel “Petit Format” Rodeo delle edizioni Lug (ricorsi storici!), dove comparivano a fianco di “Tex”. Il loro momento di massimo successo fu quando – con il titolo “Les Gentlemen”, vennero pubblicati nei settimanali Super As e Super J (1979) e negli album cartonati Hachette; con lo stesso titolo – come ho scoperto da meno di una settimana – riapparvero in una breve ripresa con il titolo “Les Gentlemen” in Blueberry Pocket e Gigantic Pocket (1982). Avremo occasione di riprendere l’argomento tra qualche giorno, quando ci sposteremo in Germania e nel nord Europa.

Il materiale del CdR fu spartito in misure diverse da altre case editrici. Rintintin et Rusty della Sagédition (già SAGE), la storica casa editrice di “Pepito” e dei fumetti Warner  MGM  collegata con l’italiana  Editrice Cenisio, tradusse fin dal 1968 “Grandes aventures de paix et de guerre”, i racconti senza personaggi fissi scritti da Mino Milani e illustrati da Dino Battaglia (di cui Rintintin aveva già pubblicato “I cinque della Selena”), Sergio Toppi, Mario Uggeri, e dai sudamericani Jorge Moliterni, Arturo Del Castillo, Enrique Breccia. Le storie provenivano inizialmente dal Corriere dei Piccoli e dal 1972 dal Corriere dei Ragazzi; tra queste ultime “Râ, le bateau de papyrus”, di Pier Carpi e Attilio Micheluzzi (che allora si firmava Igor Arzt Bajeff) e “Cap sur Londres”, sempre illustrata da Micheluzzi.

Il  “Carnet de notes de Otto Kruntz” (Castelli – Fagarazzi) fu tradotto in francese con accento “boche” dapprima nel  mensile Kronos, poi in Panthère Rose (1975); “Nick Carter” di Bonvi e DeMaria fu edito in albi e in volume nel 1976. Il trait-d’union tra il settimanale italiano e Sagédition era l’Eurostudio di Piero Dami, il cui copyright si affiancò spesso quello del Corriere.

Nel 1976 alcune storie di Toppi e Milani uscirono nel settimanale cattolico Formule 1, delle Editions Fleurus. “Altai e Jonson” di Tiziano Sclavi e Giorgio Cavazzano furono pubblicati in piccolo formato in Michel Vaillant Pocket (Epi, 1983) e, molto più tardi, in Pif Gadget.

In volume uscirono i racconti di “Valentina Melaverde” (“Valentine Pomme Vert”, M.c.l., 1970). Grazia Nidasio era già nota in Francia per “Petula Rock”, traduzione di “Violante la Cantante” su testi di Guglielmo Zucconi, edito da Jeunesse et Vacances nei “Petit Formats” Anouk e Robin des Bois (1967-1974). “Johnny Focus” di Attilio Micheluzzi fu pubblicato sempre in volume da Kesserling e Artifact nel 1985. Le storie di Benito Jacovitti, più volte proposte in Francia a partire dalle uscite di “Titi, Toto et Tatave” (“Pippo Pertica e Palla”) sul citato Pepito della SAGE; dal Corriere dei Piccoli la SFPI trasse il materiale per l’albo Zorry Kid (undici uscite nel 1970-71); del Corriere dei Ragazzi furono tradotti solo pochi episodi dello stesso personaggio sparpagliati in tre volumi della Grandault (1982-83). “Lupo Alberto” (“Albert le Loup”) di Silver esordì in due volumi dell’editore Glenat (1986-87).

Prestissimo (forse oggi stesso) il CdR in Spagna!

Alfredo Castelli

Cronistoria del “Corriere dei Ragazzi”. Anno Primo: 1972

Il direttore, Giancarlo Francesconi visto da Jacovitti

Francesconi, visto da Castelli e Fagarazzi

Il “Corriere dei Ragazzi“, nuova rivista ideata e diretta da Giancarlo Francesconi, nasce nel 1972 per rispondere a un’esigenza manifestata già tre anni prima dai lettori del “Corriere dei Piccoli” in risposta a un referendum promosso dalla rivista: letture più adatte alla loro età. Come scrive Alfredo Castelli,

Francesconi inventò un modo per fare giornalismo ‘serio’ per un pubblico giovane.

Proprio il racconto della cronaca rappresenta uno dei punti fermi della rivista. La realtà dei primi anni Settanta viene presentata, anche nei suoi aspetti più problematici, con un apparato giornalistico di prim’ordine, al quale si affianca una nutrita serie di fumetti dedicati a fatti e personaggi della cronaca e della storia.

Michel Vaillant sul “Corriere dei Ragazzi”

Non mancano, comunque, l’avventura (incarnata da Gli Aristocratici di Castelli e Ferdinando Tacconi e La Donna Eterna, di Milani e Guido Buzzelli, per esempio), l’umorismo (Nick Carter di Bonvi, Lupo Alberto di Silver, Zio Boris di Castelli e Peroni, Altai & Johnson di Tiziano Sclavi e Giorgio Cavazzano), e nemmeno il meglio del fumetto franco-belga (Michel Vaillant, Comanche, Bernard Prince, Luc Orient…).

A realizzare la grande mole di tavole a fumetti pubblicata dal settimanale sono alcuni fra i migliori autori di casa nostra: fra gli sceneggiatori, oltre a Castelli, Milani e Sclavi, troviamo, fra gli altri, Roberto Renzi, Franco Manocchia, Pier Carpi, Grazia Nidasio; fra i disegnatori, oltre a quelli già citati, vi sono Giancarlo Alessandrini, Dino Battaglia, Attilio Micheluzzi, Mario Cubbino, Mario Uggeri, Sergio Toppi, Milo Manara, Aldo Di Gennaro, Giorgio Trevisan, Enric Siò e tanti altri.

La redazione del “Corriere dei Ragazzi”